Golden Retriever del Lago di Vico

domenica 27 gennaio 2008

Ciak, il 1° anno

Ho portato a casa Ciak quando aveva 2 mesi, nel maggio 1997.




All0ra abitavo sulle colline parmensi, solo qualche casa e intorno prati e boschi e vicino un torrente. Il luogo ideale per accogliere un cucciolo e iniziare la nostra avventura…
Fin dal giorno del suo arrivo a casa, Ciak ha mostrato un carattere calmo e riflessivo, un comportamento allegro ma non esuberante.
E abbastanza indipendente, tanto che non stava sempre appiccicato a me, ma spesso in un’altra stanza o in giardino.


Creai in casa uno spazio recintato, dove tenerlo quando non c’ero, mentre di notte dormiva nella mia stanza.
Con le persone si mostrava socievole, ma senza essere troppo espansivo, non gli saltava addosso, ma si faceva accarezzare e spupazzare da tutti
.

3 mesi


Gli presi un po’ di giochi da rosicchiare e imparò subito a non mordicchiare scarpe o gambe delle sedie. Bastò qualche NO e qualche ringhio per fargli capire l’abc della nostra convivenza e non ha mai fatto danni in casa né scavato buche in giardino.


4 mesi


L’unico problema che ho avuto con lui riguardava il cibo. Non avevo mai visto un cane tanto indifferente al mangiare ! Si avvicinava alla ciotola con aria svogliata, annusava le crocchette, ne mangiava qualcuna e sembrava stesse facendo uno sforzo…
Seguii i consigli dell’allevatrice e provai di tutto: aggiungere un po’ di brodo, di ricotta, una spolverata di parmigiano… andava bene la prima volta, ma alla seconda il condimento non lo attraeva più.
Se mescolavo un po’ di umido alle crocchette, se lo leccava e le sputava intorno alla ciotola.
Arrivai pure a prendere un tritatutto da nocciole e a ridurgli le crocchette in polvere !


Il primo grande amico di Ciak è stato Peter, un Bovaro delle Fiandre, un cagnone belga dolcissimo e simpatico. Al loro primo incontro Peter aveva 7 mesi e Ciak 4, il primo pesava già oltre i 40 chili e il secondo non arrivava nemmeno a 20.


Passarono vari giorni insieme e il film era sempre lo stesso: Ciak stuzzicava Peter e faceva il prepotente e Peter si lasciava fare, non protestava quando gli rubava i giochi, sopportava di tutto. E, come se non bastasse, Ciak lo montava in continuazione...

A luglio siamo tornati al suo Allevamento, al Sogno Antico. Meri è stata contenta della sua crescita e mi ha dato altri consigli su come invogliarlo a mangiare.

5 mesi
Le nostre passeggiate variavano tra i prati intorno a casa e il bosco sulla collina.
E in estate una delle mete preferite era il torrente Parma.

Dove Ciak ha cominciato ad annusare l’acqua, a guardare il movimento della corrente e a pensare come comportarsi… Non si è lanciato subito a nuotare, ma zampettava tra i sassi, incuriosito da tutte quelle che potevano sembrare palline sul fondo.


Da lì è nata la sua mania per i sassi... ma questa è un'altra storia !


A 6 mesi Ciak si poteva definire un vero “english dog”, nel senso del carattere flemmatico e un po’ snob. Non era impulsivo e sembrava fermarsi a ragionare prima di intraprendere qualsiasi azione. Era sicuro di sé e non si spaventava facilmente e durante i primi violenti temporali non fece una piega…


6 mesi


Cominciai un corso per educarlo e imparare a capirlo e farmi capire. Fui fortunata nel trovare in Roberto Marena della “Casa di Lilla” un bravo educatore, paziente, sensibile e simpatico. Sia io che Ciak eravamo alla prima esperienza in un campo di addestramento e andarci diventò una piacevole e utile avventura.
Marena usava il cosidetto "metodo gentile" e fui sorpresa dalla rapidità con cui Ciak imparava i comandi di base; bastava ripeterlo un paio di volte e si passava alla fase successiva. Era la prima volta che comunicavo con un cane a gesti, che osservavo i suoi per capire come si sentiva, che cercavo di essere meno umana e più canina.
L’educazione di base mi sembrò fondamentale per una convivenza felice. Non mi interessava partecipare a gare, addestrarlo nel riporto o dimostrare di avere un cane che ubbidiva a bacchetta. I comandi “seduto, terra, resta, piede, vieni” entravano nella nostra vita per facilitare la convivenza e potevano tornare utili in tante situazioni.




Anche in questa esperienza, la scarsa attrazione di Ciak per il cibo causò qualche difficoltà. Se non voleva fare qualcosa, potevi sventolargli sotto il naso biscotti, wurstel, pezzi di parmigiano o di pizza, anche un pollo intero… non lo convincevi ! E ti guardava come pensando “Mica mi faccio fregare !”
L’episodio più clamoroso capitò quando bisognò insegnagli a salire in auto. Fino ai 6 mesi l’avevo preso in braccio, ma ormai pesava troppo ed era venuto il momento che salisse da solo. Marena provò ad invogliarlo lanciando una pallina nel portabagagli e al primo lancio Ciak salì, ma al secondo tentativo restò immobile. Allora provò con una altro gioco, con un legnetto, con un biscotto ma la situazione non cambiò: la prima volta Ciak saliva, la seconda aveva perso l’interesse per ciò che veniva lanciato e restava fermo. Alla fine con un “Va bene l’educazione gentile, ma quando ci vuole ci vuole…”, Marena lo prese per il collare e lo issò in auto. Senza fargli male, ovviamente, ma con quel po’ di fermezza che lo convinse, da quel momento, a dar retta al comando “Sali”.

Cominciai a farlo viaggiare, portandolo con me a trovare gli amici sparpagliati per l’Italia. Andavamo nelle case, nei bar e nei ristoranti e ogni volta tutti si stupivano per la sua tranquillità, “non si vede e non si sente, sembra finto!”. Conquistò tutti con la sua dolcezza e simpatia e manifestò una grande attrazione per i bambini.





Qui è con Jacopo,
uno dei suoi primi grandi fan !






7 mesi


Verso i 7 mesi ci fu una fase in cui sembrava che Ciak non ricordasse più nulla dei comandi appresi. Non tornava subito al richiamo e quando andavamo nel bosco spariva inseguendo qualche odore irresistibile, lasciandomi a chiamarlo a lungo. Per fortuna è sempre tornato, ma vedevo la differenza tra il lavoro al campo, dove non c’erano distrazioni e la nostra vita in giro per un mondo che per lui era pieno di cose interessanti… molto più di me.


8 mesi


Poi ci fu la sua prima rissa con un altro cane. Vicino alla nostra casa c’erano dei contadini che tenevano un pastore tedesco sempre alla catena. Passavamo tutti i giorni lì davanti, ad una certa distanza e il cane si sgolava in abbai incazzati vedendo Ciak.
Un giorno stavamo passeggiando nella campagna vicino a casa e i vicini hanno liberato il loro cane. Ce lo siamo trovati di fronte all’improvviso; il pastore tedesco è partito in quarta e Ciak non si è tirato indietro, si sono azzuffati e sono rotolati dal sentiero giù per il bosco. Io ero nel panico più totale, sentivo guaire Ciak ed ero convinta che l'altro lo stesse massacrando. Li ho seguiti urlando, poi è arrivata anche la padrona dell'altro cane, abbiamo cercato di dividerli mentre rotolavamo tutti insieme, lei si è beccata un morso, io cercavo di stringere Ciak e allontanarlo e non so come siamo riusciti a separarli.


Alla fine quello che ci ha rimesso di più è stato il pastore tedesco, qualche ferita per fortuna non grave. Ciak è uscito dalla rissa solo con qualche graffio e lo guardai tornare verso casa con aria fiera e per nulla traumatizzato dallo scontro, mentre a me sembrava di aver perso 10 anni di vita...

9 mesi


A dicembre arrivò la neve e Ciak scoprì con entusiasmo quel mondo bianco. Eravamo gli unici a camminare lungo i pendii, solo le nostre orme lasciavano una scia sulla neve soffice e profonda.















Lui correva a perdifiato su e giù per le colline, sprofondando fino alla pancia, si rotolava sulla schiena scendendo come in uno slalom, ficcava il muso sotto la neve alla ricerca di chissà che...


E dopo tutte queste fredde attività nella neve,
non c'era niente di meglio che riposarsi davanti alla stufa.


Il 1998 cominciò con un grande viaggio, fino in Belgio. Passammo la notte in treno e fu una lotta continua con Ciak, che si rifiutò di dormire per terra, disturbato dalle vibrazioni e decise di condividere con me la stretta cuccetta. Invece di restare ai miei piedi, pretendeva di allungarsi e mi spingeva fuori e io lo ricacciavo in fondo e così via e nessuno dei due dormì. Era l'occasione per festeggiare il mio compleanno e rivedere gli amici belgi. Prima fra tutti il grande Peter, che aveva compiuto 1 anno.


Nonostante il freddo, andammo ad un laghetto e Ciak ci pensò su un po' prima di decidere cosa fare...

ma poi prese coraggio, si buttò e riportò anche un bastone !


Tornati a casa trovammo ancora la neve. Gli lanciavo palle di neve che afferrava al volo o si metteva a cercare quelle che sprofondavano. Aveva messo su un gran bel pelo e tutte le corse su per i colli lo avevano irrobustito.


11 mesi


Il 19 marzo Ciak festeggiò il suo primo compleanno così:











Solo 1 anno, per lui, ma già pieno di avventure, scoperte e conquiste.
Solo 1 per me e quanto era cambiata la mia vita !
Le persone erano più cordiali e si fermavano a parlare con me, mentre se non lo avessi avuto accanto quasi certamente mi avrebbe ignorato. Gli amici mi dicevano che ero migliorata, meno scontrosa e orsa, più propensa alla dolcezza e alla pazienza.Se ero di cattivo umore o arrabbiata, mi bastava guardarlo mentre dormiva a pancia all’aria o rosicchiava un legnetto o correva a rotta di collo giù per una collina innevata, per sorridere e affrontare il problema con uno spirito più positivo. I momenti di pausa dal lavoro erano riempiti dal gioco, le corse, le spazzolate, tutte attività che rilassavano il cervello e lo facevano poi tornare davanti al pc riposato e scattante.


Pensai a tutte le differenze, ma non feci un bilancio tra “pro e contro”, perché di “contro” non ce n’era nessuno. Non mi ero mai fermata a riflettere su cosa significasse avere un cane accanto e ora cominciavo a rendermene conto.


Con lui trovavo il gusto di camminare, sempre alla ricerca di posti nuovi dove farlo correre e arricchirmi lo sguardo.
E pensai che Ciak fosse uno dei più bei regali che la vita mi avesse fatto !

lunedì 21 gennaio 2008

I pesce-cani del lago

Ciak nel 2007 ha compiuto 10 anni e quindi si può definire un Golden anziano, un po' stanco, con meno voglia di muoversi.
Certo non corre più a perdifiato e non sempre ha voglia di venire in passeggiata con Mousse e Jazz.
Ma c'è una parola magica che lo fa tornare vispo e scattante come un cucciolo...
guarda il video !
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