Golden Retriever del Lago di Vico

mercoledì 28 dicembre 2011

il 10° compleanno



Oggi Mousse taglia il traguardo dei 10 anni !



Questo il mio regalo,



da Caterina ha avuta una palla, il suo gioco preferito




mentre Nella le ha regalato un pupazzo.




La festa si è svolta sul prato, in una bella mattina di sole: la co-festeggiata Clotilde, sorella di Mousse.




che non si stacca mai dalla sua bipede, Elisabetta.



E' stato impossibile fotografare insieme le festeggiate; a Clotilde, che ha vissuto sei anni in allevamento, non hanno mai insegnato il "resta" e quindi non sono riuscita a metterla in posa vicino a Mousse. Poi, appena ti vede con la macchina fotografica, si avvicina per farsi coccolare...



Non poteva mancare la nostra piccola amica Tara





che spesso si mette vicina vicina a Ciak e Mousse.



C'era anche Pandora, un'alana di un anno, in rappresentanza dei tanti Alani di Beatrice.


Mousse è passata da un gioco all'altro, si è rotolata goduriosamente sul prato scaldato dal sole,


si è riposata vicino a Ciak... insomma, ha festeggiato nel migliore dei modi il suo compleanno !


Tanti auguri, mia dolce Mousse !


martedì 25 ottobre 2011

Operatore Cinofilo



La persona che lavora nelle Attività e Terapie con il suo cane viene chiamata Operatore Cinofilo. 
Negli ultimi tempi, con il diffondersi della Pet Therapy, si sono moltiplicati anche i corsi per diventarlo, da stage di un we, che lasciano il tempo che trovano, a Percorsi Formativi e Corsi di specializzazione, che forniscono una seria preparazione.
Per diventare OC non basta avere un'ottima conoscenza cinofila e addestrare il proprio Cane, ma bisogna anche imparare a relazionarsi con i pazienti e a lavorare in team.
Sia per il cane che per l'OC le caratteristiche più importanti sono: spontaneità, allegria, pazienza e adattabilità.

Il cane non deve essere un robot che esegue gli esercizi a perfezione. Perché risulti bravo nel lavoro si deve divertire, far quello che gli viene chiesto perché gli piace davvero, non solo per ottenere un biscotto o perché  "forzato" ad ubbidire. 
L'OC deve avere un'ottima conoscenza delle caratteristiche delle malattie dei pazienti, sapere come comportarsi con chi è affetto da sindrome di Down o da autismo, imparare a rapportarsi con chi ha difficoltà motorie o di linguaggio. Deve sentirsi a suo agio anche nelle situazioni più tristi o difficili, essere paziente e comprensivo, sapersi rapidamente adattare alle esigenze di ogni paziente.


Nell'educazione e nell'addestramento del cane è importante usare sia i comandi gestuali che quelli verbali perché il cane potrà trovarsi a lavorare con utenti con difficoltà di linguaggio o motori. I comandi come "seduto, terra, vieni, resta" sono naturalmente alla base della preparazione del cane, così come camminare al guinzaglio lentamente e senza tirare. 
L'addestramento consiste nell'insegnargli a riportare un oggetto che viene lanciato, a cercare un gioco o un biscotto nascosti, a saltare dentro un cerchio o compiere un percorso di agility. 


Queste sono le Attività più usate con gli utenti e quindi il cane va abituato a rispondere ai comandi di un'altra persona e non solo a quelli dell'OC. E' forse uno degli aspetti più difficili, in quanto gli abbiamo insegnato ad avere l'attenzione su di noi, a seguire le nostre mani e la voce, a considerarci sempre il suo punto di riferimento. Per abituarlo ad interagire con altre persone si fanno delle simulazioni, così come per fargli prendere confidenza con la sedia a rotelle e il deambulatore. 
Nel caso dei miei Golden Retriever, con Ciak ci è voluto più tempo, in quanto ha iniziato a lavorare a cinque anni, mentre con Mousse è stato più facile perché è stata abituata e preparata sin da cucciola.
Il cane viene introdotto gradualmente nelle Attività, in modo che possa abituarsi ai diversi luoghi di lavoro. I primi tempi viene portato nelle strutture solo per farlo assistere al lavoro degli altri cani - e fargli capire che non si può giocare appena se ne vede uno - per fargli prendere confidenza con il luogo, le persone e i rumori. Pochi minuti ogni volta, che servono anche per valutare le sue reazioni e i segnali di stress. 
In questa fase si valuta anche con quali pazienti potrà lavorare meglio; se ha un indole calma può essere adatto a chi mostra paura e agli anziani con maggiori difficoltà motorie, se è più vivace lavorerà meglio con chi ha bisogno di venir stimolato.
E' importante che l'OC stia sempre attento ai segnali di affaticamento, disagio, stress e che interrompa il lavoro se si accorge che il cane manifesta qualche problema. 



Spazzolare il cane è una delle Attività che si propongono spesso ai pazienti; suscita il rilassamento e il piacere di accudirlo. Il cane va quindi abituato a venir spazzolato in varie maniere, magari anche contro pelo; naturalmente l'OC deve stare attento che il paziente non sia troppo brusco e non gli faccia male, perché il cane non va sottoposto a nessun tipo di azione molesta.
E' importante conoscere il comportamento dei pazienti; informarsi subito se possono avere comportamenti violenti, se tendono a mettere in bocca qualsiasi cosa, per evitare, per esempio, che mangino i biscotti che gli diamo per premiare il cane.
Anche l'OC deve fare attenzione a certe reazioni dei pazienti verso di lui, come tirare i capelli o strappare qualcosa di mano. Non deve scoraggiarsi davanti agli utenti meno reattivi, né farsi coinvolgere troppo da quelli che tendono a monopolizzare l'attenzione su di sé. 
Spesso si lavora con due OC e due cani in spazi stretti e bisogna fare attenzione a non intralciarsi, a non far correre due cani verso la stessa pallina, a dividersi gli utenti rispettando i tempi per ognuno.



Come dice Claudio De Cato, il responsabile cinofilo dell'A.N.U.C.S.S., l'Operatore Cinofilo è h24, cioè lavora 24 ore al giorno.
L'impegno infatti non si limita alle ore di Attività, ma comprende l'addestramento, le passeggiate, i giochi, tutto ciò che riguarda il benessere del cane. L'attenzione alla sua salute è fondamentale, quindi al di là dei vaccini, degli antiparassitari e dei normali controlli, si effettuano le analisi del sangue almeno due volte l'anno.
Una giornata di lavoro si svolge così:

  •  il cane almeno deve mangiare almeno 4 ore prima dell'inizio delle attività
  • va spazzolato e vanno ulite le orecchie, mentre le unghie vanno tagliate il giorno prima
  • si prepara la borsa con i giochi, i biscotti, le spazzole, la ciotola e una bottiglietta d'acqua, un asciugamano per il cane, salviettine, fazzoletti
  • si arriva sul posto dell'intervento almeno mezz'ora prima, per far rilassare il cane in uno spazio aperto e fargli fare i bisogni.
  • si organizza il lavoro con l'assistente, la psicologa e gli altri OC
  • dopo il lavoro, si scambiano impressioni con gli altri componenti del team, si compila una scheda dell'intervento

    Il cane non deve lavorare vari giorni di seguito, ci deve essere almeno un giorno di riposo tra un intervento e l'altro. Non lavorerà se affetto da qualsiasi problema di salute o se è in calore.
    Nelle Strutture in genere si lavora per due ore e vengono impiegati vari cani, in modo da non affaticarli troppo. Nella nostra sede e con i singoli utenti l'Attività dura dieci, quindici minuti e in genere il Cane lavora con uno o due ragazzi.



    La metodologia dell'ANUCSS prevede il lavoro in team multidisciplinare; con l'OC lavora un'assistente sociale, un'educatrice o una psicologa, mentre un'altra psicologa partecipa alle Attività come osservatore esterno e una tirocinante si occupa delle riprese. La scelta delle Attività e Terapie per ogni utente, la valutazione degli obiettivi da raggiungere, l'organizzazione tra gli OC e la scelta dei cani più adatti fanno parte della fase iniziale del lavoro. Prima di ogni incontro, si organizza il programma di lavoro; la psicologa indica se ci sono dei cambiamenti da apportare rispetto agli incontri precedenti, si scambiano opinioni con OC e assistenti sulle Attività da riproporre e quelle da cambiare.
    Nella collaborazione tra l'OC e la figura scientifica è fondamentale la divisione dei compiti, per non accavallarsi nell'interazione con gli utenti. L'attenzione dell'OC è principalmente sul cane e la sua gestione, funge da ponte tra lui e l'utente, mentre la figura scientifica si concentra più sull'utente. 
    A volte nelle strutture come Case di Riposo e Centri Riabilitativi si collabora anche con il personale interno, come il fisioterapista che può consigliare gli esercizi motori più adatti ad ogni paziente o lo psicologo che si affianca al team nella gestione degli utenti.
    Altra fase molto importante del lavoro è la visione delle riprese fatte durante gli interventi. Rivedersi aiuta a notare cosa ha funzionato e cosa va corretto, permette di osservare più attentamente se stessi e il proprio cane e valutare la qualità del nostro lavoro. Serve a studiare con calma le reazioni e i progressi degli utenti, notare certe espressioni e atteggiamenti che durante le attività è difficile cogliere nel loro insieme.
    Per quanto mi riguarda, ho imparato molto anche guardando gli altri OC mentre lavoravano o le riprese delle strutture dove non ero presente. Ogni OC ha una sua personalità, un suo modo per interagire con gli utenti, un'inventiva nel proporre i giochi e nel gestire il cane. 
    Compito dell'Oc è anche perfezionare la sua cultura cinofila partecipando a seminari e corsi, perché in questo campo non si finisce mai di imparare. Non si deve limitare all'ambito della Pet Therapy, ma ampliare il più possibile la sua conoscenza sul mondo cinofilo. Nel mio caso, ad esempio, mi è stato utile partecipare ad incontri e corsi sulla discriminazione olfattiva, i giochi di attivazione mentale, il TTouch e il Free Style.




    Nei miei dieci anni da OC, ho vissuto un'esperienza intensa, stimolante, divertente e commovente. Mi sono ritrovata in un mondo "diverso" scoprendone le mille sfaccettature, cambiando il mio punto di vista su tanti aspetti della vita. 
    Ho avuto la fortuna di trovare nell'A.N.U.C.S.S. persone competenti e appassionate, che lavorano con serietà e impegno. Da loro ho imparato molto, ho condiviso tanti momenti importanti ed esperienze stimolanti; l'Associazione è diventata col tempo una delle realtà centrali della mia vita.
    E' stato un percorso terapeutico anche per me, un modo di rendermi utile con i miei cani, un'Attività che mi ha mostrato quali grandi benefici possa apportare la Pet Therapy e che fantastici co-terapeuti siano stati Ciak e Mousse.

    domenica 16 ottobre 2011

    Errore da panico

    Racconto questa esperienza per parlare degli errori che si possono fare quando, davanti ad un problema del cane, il panico annulla la lucidità.



    Una sera poso la ciotola di Mousse, vedo che si avvicina ma non mangia... il che ha dell'incredibile, perché lei lo farebbe in continuazione. Si avvicinava alla ciotola ma non mangiava, si allontanava un po' e poi ci riprovava. Le apro la bocca e noto un po' di bava bianca e subito mi appare un ricordo: la processionaria !


    Anni prima, quando vivevo vicino a pini pieni di processionarie, una volta Mousse ne aveva leccata una e la lingua si era subito gonfiata. Corsa dal vet, iniezione di cortisone e per fortuna era finita presto e bene.


    Così quella sera mi convinco che si tratti dello stesso problema e vado in agitazione; sono le otto di domenica sera e non trovo il vet. Decido di chiamare un'amica che sa fare le iniezioni, ma non ha il cortisone in casa; così ci diamo appuntamento nell'unica farmacia aperta a quell'ora. Una corsa, l'iniezione, poi faccio salire Mousse in macchina e l'amica l'accarezza, poi le apre la bocca, le solleva la testa verso l'alto e... scopre che ha un rametto incastrato nel palato!

    Sono rimasta senza parole!

    Di colpo mi sono resa conto di non aver guardato ben in bocca a Mousse, ma di essere partita in quarta con l'ipotesi processionaria solo perché mi era già succcesso. Invece di pensare che nel nostro giardino non ce n'erano e quindi di scartare subito quell'ipotesi, mi era bastata un po' di bava per giungere alla conclusione sbagliata, solo in base ad un ricordo. 
    Dopo ne abbiamo riso, con la mia amica, ma per me è rimasto un errore serio che mi ha fatto pensare a come reagisco davanti all'emergenze: l'agitazione non mi fa guardare e pensare lucidamente! 


    dedicato a Nella che in questa, come in altre occasioni, mi è stata vicina e mi ha aiutato anche a capire i miei errori :-)



    domenica 9 ottobre 2011

    Dopo due anni




    Dopo due anni dalla morte di Jazz, il dolore non è più in primo piano, ma se ne sta rintanato tra i pensieri e le emozioni. Non si fa più sentire con la violenza del primo anno, non urla e non mi tortura; ma la cicatrice la sento sempre.
    L'unico pensiero atroce che spesso mi colpisce è quanto abbia sofferto Jazz, nei giorni del ricovero; chiuso in una gabbia tra estranei, sopportando il dolore per il diserbante che gli bruciava lo stomaco, in preda al vomito e alla diarrea. Non so cosa potesse capire, mentre potevo stargli vicino solo per poche ore al giorno; pensava che l'avessi abbandonato? Il ricordo più doloroso è quel suo sguardo implorante, l'ultima sera che ci siamo visti, mentre mi seguiva verso l'uscita dell'ambulatorio e io non ho potuto portarlo con me.

    Dopo due anni, ancora non sono riuscita a riguardare le sue foto, a stamparne qualcuna e poi appenderla  vicino a quelle di Ciak e Mousse. So che molti si consolano sfogliando gli album dei ricordi fotografici di chi non c'è più; per me invece sarebbe come riportare a galla la nostalgia e la rabbia, i bei ricordi sono ancora avvelenati da ciò che li ha uccisi.



    Evito sempre di parlare di lui, ma se viene fuori in qualche discorso la mia voce e il mio umore si abbassano di colpo. Parlarne al passato mi rattrista ancora molto.

    L'assenza di Jazz è un fatto concreto di cui non posso dimenticarmi, a cui non mi sono ancora rassegnata. Leggendo testi sull'elaborazione del lutto, con i consigli su come affrontare la morte di un cane, mi sono resa conto d'essere ancora lontana dalla guarigione. Non penso di essermi crogiolata troppo nel dolore, ma certo per mesi non sono riuscita a staccarmene, come se non soffrire più significasse dimenticare Jazz. Il passo successivo è stato capire quanto fosse negativo incatenare il suo ricordo al dolore, provare a togliere questo filtro nero che distorceva il legame con lui. Ma resta ancora una gran rabbia, un enorme vuoto e la consapevolezza che dopo questi due anni, pieni di problemi e fatiche su vari fronti che hanno assorbito tutte le mie energie, sono ancora debole davanti all'impresa di reagire al lutto e al trauma.
    La comprensione e la vicinanza degli amici non sono bastati; è un'impresa solitaria quella di rimettere insieme i pezzi e ritrovare un po' di serenità ed ottimismo.
    Credo sia stato difficile, per gli amici, starmi vicino e cercare di aiutarmi; chi non sapeva che dire, chi mostrava imbarazzo, chi si preoccupava e mi spingeva a reagire in fretta, in modo da non preoccuparsi più.
    "Allora, ancora non hai voltato pagina?", "Dai, bisogna reagire!" "Col tempo passerà", "Non ci pensare!", "Prendi un altro cucciolo". Queste frasi mi hanno colpito peggio di uno schiaffo; non mi servivano a niente, anzi, a volte peggioravano il mio umore. 
    Altri tentativi per scuotermi, "A Jazz non piacerebbe vederti soffrire così!", per consolarmi "Ora lui è sul Ponte dell'Arcobaleno" non mi hanno fatto fare passi avanti verso la guarigione. Mi sembrava assurdo credere che Jazz mi vedesse e si rattristasse per il mio dolore, né riuscivo ad  immaginarlo in una sorta di paradiso dei cani dove scorrazzava felice. 
    La realtà della sua assenza era brutale, non potevo nasconderla dietro a nessuna illusione.
    Non avevo bisogno di parole, solo di vicinanza e comprensione; non volevo essere compatita, ma che mi si permettesse di soffrire, piangere, arrabbiarmi, disperarmi, senza giudicarmi, farmi sentire in imbarazzo o in colpa. 



    Al vuoto lasciato da Jazz si è aggiunta l'interruzione della mia attività come Operatore Cinofilo con l'ANUCSS.
    Se il primo anno era il mio stato d'animo triste e spento a non permettermi di lavorare in Pet Therapy, dopo è subentrata la crisi economica, che ha colpito anche questo settore facendo diminuire le attività. Questa estate avrei potuto partecipare con Mousse ad un campo estivo, dove per i bambini erano previsti incontri sull'educazione all'animale; purtroppo quel progetto è saltato e anche questo ha frenato la speranza di poter riprendere le attività. Fra due mesi Mousse compirà dieci anni e non potrà più lavorare; anche questo mi fa temere che la Pet Therapy sia un meraviglioso capitolo della mia vita, forse chiuso per sempre.
    Aver perso la mia identità di Operatore Cinofilo è stato uno dei fattori che ha più pesato, sulla mia capacità di reagire e ricominciare. Ho visto sfumare i progetti, interrompersi una passione, venir meno una delle realtà che mi faceva star meglio. Ho sempre pensato che, al di là dei benefici che queste Attività possono recare ai pazienti, facevano bene prima di tutto a me; il piacere di rendersi utile, il rapporto con persone cosidette "diverse" che sanno regalare molto, l'intensità del rapporto con i cani, mi caricavano di energia ed entusiasmo.



    Il trauma ha lasciato segni indelebili. Non ci sono più state passeggiate con i cani, la paranoia verso qualche pericolo ha eliminato uno dei piaceri della compagnia di un cane, andare a  spasso tra boschi e prati. Solo qualche mese fa ho provato a portare Mousse sulla spiaggia, in compagnia di un'amica; ma non ero rilassata, controllavo Mousse appena metteva il naso a terra, un ritornello mi rintronava per la testa "e se poi succede qualcosa e ti maledici per averla portata fuori?"


    Sì, la vita continua... Ciak è ancora con me e a volte penso che se ne andrà solo quando sarà sicuro che sarò abbastanza forte per salutarlo. Mousse è sempre più affettuosa, sopporta pazientemente l'inattività e mi invita al gioco per distrarmi. La micia Tris mi regala sedute di "fusa-terapia" e mi fa ridere, mentre si arrampica da ogni parte.



    Quest'anno abbiamo passato tante giornate con una Golden arrivata dall'Allevamento del Sogno Antico.



    La sua bipede l'ha chiamata Tara; un concentrato di dolcezza, affettuosità e allegria. Vedere Ciak e Mousse con una cucciola mi ha inevitabilmente portato dei ricordi del mio Trio, con déjà vu che mi colpivano all'improvviso. Se invece che una femmina la mia amica avesse scelto un maschio, so che sarei precipitata nei paragoni e nel magone. Così invece mi sono ritrovata a godermi la compagnia di una cucciola allegra, senza star male al ricordo di un altro cucciolo.
    Non ho cambiato idea sul fatto di non prendere un altro cane, mi manca l'entusiasmo per ricominciare daccapo una nuova avventura. Finché ci sarà Ciak, tempo e attenzione sono soprattutto per lui.




    Nell'aiuola di Jazz ci sono stati vari cambiamenti, 
    che potete leggere qui: aiuola 2011
    La sua rosa, Golden Celebration, è cresciuta sempre più bella, i suoi fiori dorati sono spuntati a maggio e ancora si fanno ammirare.





    Non sto più a lungo seduta vicino alla sua rosa, ma ogni giorno la guardo, accarezzo un petalo, aspiro il  profumo di un fiore.


    Ho aggiunto altre piante - due Bocche di Leone, un Solanum Capsicastrum - e seminato fiori di campo




    per vedere l'aiuola sempre colorata, 
    mai triste e spoglia.


    Oggi il vento forte fa scodinzolare le piante dell'aiuola davanti al lago agitato, di un blu intenso.  Ho tolto i fiori appassiti della rosa, ma ce ne sono ancora tanti che vogliono sbocciare, in questo caldo ottobre. 


    Spero arriverà un momento in cui non celebrerò più questa triste ricorrenza, ma ricorderò solo i momenti felici che tu mi hai regalato.
    Ho una gran nostalgia della tua dolcezza, chicco mio.


      lunedì 5 settembre 2011

      Un'altra estate da pesce-cani


      Gli anni passano, la voglia di nuotare resta.

      14 anni non sono pochi, per un Golden, ma un vero pesce-cane non si fa fermare da qualche acciacco. 
      La vecchiaia ha portato inevitabilmente a Ciak qualche problema alle zampe posteriori, camminare è diventato più faticoso, mentre nuotare gli fa bene e gli piace ancora molto.

      Così anche quest'anno la stagione balneare si è aperta a giugno e Ciak e Mousse hanno ricominciato a tuffarsi dal pontile e a nuotare nel lago. 
      Ciak nuota con la bravura di sempre, solo meno a lungo e facendo delle pause tra il canneto, dove tocca.


      Man mano che il livello del lago scende e aumenta la distanza dal pontile, tuffarsi diventa più difficile e non sempre Ciak se la sente. Mousse invece non si fa fermare da niente !


      Questa estate c'è stata una bella novità; si chiama Tara, la cucciola di una nostra amica. Arrivata a maggio dall'Allevamento del Sogno Antico, Tara si è dimostrata subito un'ottima nuotatrice, brava anche nel riporto.
      Ecco i primi bagni a giugno

      video

      Ha impiegato solo un po' di tempo, prima di decidersi a tuffarsi dal pontile... ma va capita, solo i Golden più coraggiosi ci riescono !


      Nel video si vede che, una volta trovato il coraggio di lanciarsi dal pontile, lo fa con molto stile !
      video


      Le prime volte Tara cercava di risalire dal pontile, poi seguendo Mousse ha capito che si esce dal canneto, si ritorna sul pontile e ci si tuffa.
      Solo Mousse riporta il gioco sul pontile, per farselo tirare. Ciak e Tara, invece, lo portano sulla spiaggia e lì lo lasciano. In effetti un retriever portato a caccia prende la selvaggina e la porta al cacciatore e non è previsto che quello gliela rilanci un'altra volta...




      In agosto, come ogni anno, è tornato il gruppo più grande di vacanzieri; 4 Golden, 1 Labrador, 2 Cocker.




      La scorsa estate Cookie era incinta e ora eccola con la figlia Nixie, alla quale ha insegnato subito ad andare sul surf.

      C'era anche una cucciola di due mesi, che prima ha nuotato con il giubbotto per l'aiuto al galleggiamento, poi ha nuotato senza, dimostrando che diventerà una brava pesce-cane.


      Non ha avuto paura nemmeno sul surf !



      Anche Tara si è cimentata sul surf, mostrando un ottimo equilibrio.



      Ecco i due veterani del lago, Ciak e Blondy.



      Fra lanci di riportelli e palle, i cani a volte se li rubavano, come nel caso di Dolly che lo porta via dalla bocca di Cookie.

      Mousse invece ringhia a chiunque osi solo pensare di portargli via il gioco !


      Insomma, un'altra bell'estate con tanti amici scodinzolanti e instancabili pesce-cani, che si possono ammirare nel video: